1 apr. – Un’inchiesta penale che ipotizza il falso ideologico e materiale, l’abuso di ufficio e – per uno dei quattro indagati – anche la concussione, e un ricorso al Tar che ha sospeso l’esito del concorso in attesa della decisione. Sotto la lente della giustizia è finito un concorso per un posto di ricercatore nel dipartimento di Farmacologia della facoltà di Medicina dell’Università di Bologna. Gli indagati sono i tre membri della commissione e la candidata risultata vincitrice. Per Ottavio Gandolfi, direttore del dipartimento e ordinario di Medicina, c’é anche la concussione perché avrebbe fatto pressioni sui candidati perdenti per evitare il ricorso. A mettere in moto gli accertamenti sono stati due candidati, secondo i quali il problema riguarda la prova orale. La vincitrice del concorso avrebbe fatto un’ampia e totale scena muta. I commissari le concessero una seconda chance, risultata secondo le testimonianze modestissima. Ciò nonostante, la candidata risultò vincitrice. I due concorrenti, così, hanno fatto ricorso al Tar. Dopo aver fatto l’esposto hanno appreso la proposta di annullare la prova orale e basare il concorso solo su pubblicazioni e scritti. A quel punto è partito anche l’esposto penale. L’inchiesta, è condotta dal Pm Antonello Gustapane e dai Carabinieri del Nas, che ieri hanno compiuto una serie di perquisizioni.
