Inceneritori non a rischio zero

2 dic. – Non è una certezza che gli inceneritori siano un pericolo per la salute umana, ma il rischio non è a livello zero. Questi sono i risultati dello studio Moniter, avviato dalla Regione nel 2007 per studiare gli effetti delle emissioni degli inceneritori sulla popolazione residente nel raggio di quattro chilometri. Il report si chiude con l’invito ad “un approccio di precauzione suoi nuovi impianti” e all’ “adozione di politiche di gestione dei rifiuti che non creino ulteriore domanda di inceneritori.

Dallo studio, del resto, si evidenziano gli effetti sugli esiti delle gravidanze con un “aumentato rischio di nascite pretermine e con minore evidenza statistica, di neonati piccoli per età gestazionale”. Un effetto che gli studiosi definiscono “verosimilmente di natura causale”. I tumori invece non sembrano aumentare in relazione alla vicinanza agli impianti che bruciano rifiuti.

In conclusione, dice il rapporto Moniter, “l’impatto sanitario degli inceneritori dell’Emilia Romagna è contenuto ma non è nullo” quindi c’è bisogno ancora di approfondimento. Nel frattempo gli scienziati invitano alla prudenza.

Durante la presentazione del rapporto Paolo Crosignani, direttore di Epidemiologia ambientale dell’Istituto Tumori di Milano ha criticato la sintesi per la stampa dicendo che “Non fa alcun accenno a quelli che sono i segnali, seppur deboli, del rischio” per la salute umana. Il Movimento Cinque Stelle lancia accuse pesanti. Per il consigliere regionale Giovanni Favia i risultati sono stati “nascosti e falsati“, aggiungendo che nel frattempo “la Regione autorizza il raddoppio dell’inceneritore di Modena e vuole costruire il forno di Parma nella Food Vally”.

 

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