14 set. – Il progetto regionale “Moniter“, voluto dall’Emilia Romagna per controllare l’attività degli inceneritori, dà i primi risultati. I dati elaborati sono relativi al periodo 2003 – 2006 e, seppur nella loro natura parziale, rassicurano su vari fronti. Pare, infatti, che nei fumi di Frullo (l’impianto di maggiore potenzialità di smaltimento della regione, che si trova a Granarolo), su cui si è concentrata principalmente l’indagine sulle emissioni in atmosfera, la presenza di diossine, furani e policiclici aromatici sia estremamente bassa. “I dati presentati non possono sostenere nessuna valutazione né di preoccupazione né di allarme”, afferma l’assessore regionale alle politiche per la salute Carlo Lusenti presentando lo studio, che ha interessato anche le stime della ricaduta delle emissioni sul suolo e la natalità nelle zone in cui ci sono inceneritori.
Sono proprio gli inceneritori (otto, con recupero energetico) a smaltire il 21% dei rifiuti urbani, anche se l’obiettivo che l’Emilia Romagna si pone, attenendosi alla direttiva 98/2008, è quello di arrivare a una produzione di rifiuti minima. “Bisogna prevenire la produzione dei rifiuti – ha spiegato l’assessore regionale all’ambiente Sabrina Freda – riciclare e ridurre la parte di rifiuti portata all’inceneritore o in discarica”. E ha aggiunto che “entro il 2020 si vuole quantificare i rifiuti effettivamente recuperati, per vedere non solo quanto si differenzia ma anche la qualità”.
