Omicidio Petazzoni, incastrato il rapinatore degli anziani

Grazie ad una testimone si è chiuso il cerchio intorno al rapinatore che l’8 agosto ha picchiato Dante Pettazzoni, provocandone la morte. Si tratta di Giuseppe Acampora, 36 anni di origine napoletana, tossicodipendente, senza fissa dimora, conosciuto alle forze dell’ordine e con diversi precedenti per furto, rapina e stupefacenti. L’uomo ha confessato due rapine, una riuscita, l’altra tentata. Il primo caso è avvenuto l’11 agosto, in via Musolesi, ai danni di un uomo di 78 anni che ha riportato fratture multiple guaribili in 30 giorni. L’altro il 13 agosto in piazza Trento e Trieste, quando il tentativo di strappare il portafoglio ad un 85enne è andato in fumo grazie al passaggio di alcuni passanti. Il modus operandi ha convinto la Polizia che la stessa mano potesse aver agito anche l’8 agosto in via Inviti, quando Dante Pettazzoni fu colpito duramente alle spalle e derubato del portafogli. I Carabinieri, che indagavano sul caso, hanno battuto i dintorni di via Inviti, in cerca di testimoni. Il 13 agosto hanno citofonato ad una donna: «Stavo per chiamarvi» – ha detto agli agenti. La testimone ha raccontato di aver ascoltato un’imprecazione in dialetto napoletano il pomeriggio dell’aggressione al 93enne. Ha poi visto un uomo allontanarsi con qualcosa in mano.

Gli investigatori, coordinati dalla Pm Elisabetta Melotti, hanno organizzato due riconoscimenti: uno visivo e l’altro vocale. Il volto e la voce di Giuseppe Acampora sono stati individuati dalla testimone come quelli dell’uomo che aveva visto nella zona della rapina. Interrogato, Acampora ha negato ogni responsabilità, ma non ha potuto fornire un alibi. Ora è in carcere, sottoposto a fermo e custodia cautelare per le due rapine confessate, mentre è iscritto nel registro degli indagati per omicidio volontario e rapina per la morte di Dante Pettazzoni.

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