“Incarichi a parenti ed amici”: è guerra all’interno delle Acli

10 mar. –  Il circolo Giovanni XXIII ha presentato una mozione che nei fatti sfiducia l’attuale presidente provinciale delle Acli Francesco Murru invocando il commissariamento. Gonfiamento delle tessere, incarichi a parenti ed amici, malagestione familistica della struttura provinciale: sono queste le principali accuse che vengono sollevate all’interno del testo, approvato ieri sera nel corso dell’assemblea congressuale del circolo.  Il circolo Giovanni XXIII parla di “degrado” delle Acli provinciali “per una gestione, quella della presidenza Murru, segnata da gravi distorsioni”.

Il “gonfiamento delle tessere” sarebbe stato creato “con la costituzione di circoli enormi nei numeri ma sostanzialmente inesistenti nella vita associativa e associando in modo per lo meno astruso gli utenti dei servizi Caf o patronato”. Tra le accuse anche quella di una “mala amministrazione delle realtà provinciali, come attesta anche il fallimento dell’Enaip provinciale” e quella di uno “scorretto funzionamento del Consiglio provinciale, con dimissioni e cooptazioni, fatte in spregio dei risultati congressuali”. Infine viene lanciata la grave accusa al presidente di assegnare “incarichi retribuiti a parenti e amici, ignorando la prassi della gratuità, che da sempre ha caratterizzato l’attività volontaria dei dirigenti Acli”.

Quindi, secondo il circolo Giovanni XXIII “è urgente avviare un processo di rivitalizzazione delle Acli come movimento di cristiani, lavoratori e cittadini” e per questo chiede “il commissariamento delle Acli provinciali di Bologna per il tempo necessario alla rinascita di un movimento vero, partecipato e volontario”.

 

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