20 dic. – Tradizionale inaugurazione dell’anno accademico dell’Alma Mater in Santa Lucia. Una cerimonia ad inviti che come ogni anno ha visto protagonista anche la contestazione. Un gruppo di studenti del Cua è stato fatto entrare per leggere un comunicato. Erano una ventina, con cartelli a forma di gogna, “quella della precarietà” spiegano. Arrivati su via Castiglione sono stati bloccati da un cordone di polizia, poi la decisione dell’Alma Mater di farli parlare, subito dopo il discorso del Rettore.
Una mano tesa, che gli antagonisti, rifiutano: “Nessuna forma di dialogo, perché l’Università non si è mai schierata contro la riforma Gelmini e intanto i tagli continuano, ieri con la legge di stabilità altri 300 milioni di finanziamento in meno”. Il testo dei collettivi, cinque minuti di durata, letto da una giovane studentessa,contesta all’Unibo di essersi adattata a tagli, riforme Gelmini e apertura ai privati.
Il tema che ha guidato la cerimonia era “L’Università che vogliamo” e dopo la relazione del rettore Ivano Dionigi e l’intervento dei collettivi, ci sono stati gli interventi dei rappresentanti di studenti e personale tecnico-amministrativo è stato lasciato spazio alle voci di cinque giovani studiosi di valore passati dall’Alma Mater: Paolo Bocchini, Michele Cicoli, Chiara La Morgia, Bruna Pieri e Lebing Wang.

