11 mar. – Le carceri dell’Emilia Romagna scoppiano. Ma una novità positiva per la Dozza c’è: dopo le insistenti richieste della Garante dei diritti dei detenuti Desi Bruno la sezione femminile alta sicurezza della Dozza sarà chiusa. L’area, che ospita ancora una decina di persone, verrà destinata a un asilo o alle donne madri. Così i figli delle detenute potranno svolgere una vita più civile.
Tuttavia rimane il problema del sovraffollamento e della carenza di personale. Secondo i dati rilevati lo scorso mese e comunicati questa mattina in Cappella Farnese dal Provveditore regionale per l’amministrazione penitenziaria Nello Cesari, le presenze nelle carceri emiliano romagnole superano del 114% la capienza tollerabile e il 191% in più rispetto a quella stabilita dal regolamento.
La pecora nera è il carcere di Bologna che con una capienza consentita di 430 persone ne ospita 1.079.
L’Emilia Romagna è agli ultimi posti in Italia anche per il rapporto tra numero di detenuti e agenti di polizia penitenziaria.
Secondo Cesari la difficile situazione sarebbe dovuta “a errori di natura strategica“. Per esempio “prevedere la pena detentiva per tossicodipendenti e clandestini“.
Il provveditore ha inoltre definito “sovradimensionato” il piano emiliano-romagnolo di edilizia penitenziaria che prevedeva la creazione di 1.159 posti.

