In Regione l’accoglienza è sempre più difficile

rifugiati21 giu. – Nel 2012  i migranti che hanno completato il percorso verso l’autonomia e l’integrazione coordinato dallo Sprar (la rete di enti locali e associazioni che si occupano di assistenza e integrazione in regione), sono stati solo 86, il 40% del totale. Il che significa che tutti gli altri – 133 persone – non sono riusciti a trovare una propria autonomia dal punto di vista della casa e del lavoro.

Un dato in peggioramento se confrontanto con gli scorsi anni. Nel 2007 la percentuale di “integrati” era del 75%, poi scesa al 65 nel 2008 e al 53 nel 2010. Al contrario, cresce la percentuale di coloro che abbandonano il progetto prima della scadenza (si passa dall’11% al 18%). Un dato che gli esperti regionali definiscono di difficile interpretazione, ma che “non può non spingere ad interrogarsi sul perché un numero così alto di persone decida di abbandonare un percorso di protezione e integrazione”.

dati sprar

I DATI – I richiedenti e i titolari di protezione internazionale e umanitaria in Emilia-Romagna sono 4476. I numeri li forniscono gli uffici regionali. A fare la parte del leone, con 1089 presenze è Bologna, poi Parma (643), Modena (584) e Reggio (506). A Bologna l’80% sono uomini, quasi la metà (417) sono rifugiati, 315 invece soggiornano in città e provincia in regime di protezione sussidiaria. I posti dello Sprar, cioè la rete che accoglie e integra i migranti prevedendo anche misure di orientamento legale e sociale, sono 607 in tutta la regione.

“Come si può notare – spiega il rapporto di monitoraggio 2013 della regione – le nazionalità dei beneficiari accolti nello SPRAR non coincidono con quelle delle presenze in regione. Infatti, lo SPRAR è un sistema di rete nazionale, basato sull’invio dei beneficiari ai progetti locali, deciso dal Servizio Centrale sulla base di una serie di criteri di priorità e a seconda dei posti disponibili nei progetti che compongono la rete nazionale”.

migranti

I permessi di soggiorno registrati alle 9 Questure dell’Emilia Romagna passano dai 3.914di fine 2011 ai 4.476 dell’anno seguente, con un incremento nell’anno di 562 unità (pari a circa il 14%). In realtà la popolazione rifugiata in regione dovrebbe essere superiore ai numeri ufficiali, perché diverse persone che vivono in Emilia Romagna hanno permessi rilasciati da altre questure, e quindi sono registrati altrove. Rispetto al 2006, anno in cui i permessi di soggiorno rilasciati dalle questure furono 1940, l’incremento è stato costante fino ad arrivare al +131% (4476 permessi) del 2012 rispetto a 6 anni prima. La differenza tra il 2011 e il 2012 è probabilmente da imputarsi alla cosiddetta “Emergenza Nord Africa“.

Tra i gruppi nazionali i più presenti sono i nigeriani (742 in tutta la regione), seguiti dagli eritrei (283) e dai pakistani (245). Presenti anche 163 afghani e 129 serbi. Alcune comunità nazionali si concentrano su province specifiche. E’ il caso degl iraniani, in 71 a Bologna, e degli iracheni, 32 solo a Forlì-Cesena.

 

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