22 ott. – Dopo la recente chiusura della discarica romana di Malagrotta, il “centro di stoccaggio rifiuti più grande d’Europa, attivo da oltre trenta anni”, una parte consistente “dell’immondizia prodotta dalla capitale” sarà inviata in altre regioni, compresa l’Emilia-Romagna. Lo ha segnalato il consigliere regionale Andrea Pollastri(Pdl), presentando in Aula un’interrogazione a risposta immediata. “È vero – risponde il sottosegretario alla Presidenza della Giunta, Alfredo Bertelli – che parte dei rifiuti prodotti in territorio laziale sono smaltiti in impianti ubicati sul nostro territorio regionale. Risulta infatti che sia stato affidato a società che gestiscono impianti di smaltimento in Emilia-Romagna il servizio di prelievo, carico, trasporto, recupero e/o smaltimento dei rifiuti prodotti giornalmente negli impianti di trattamento meccanico biologico (Tmb) di Ama S.p.a.”. Si tratta di “rifiuti speciali costituiti dalla frazione organica stabilizzata dei rifiuti urbani indifferenziati (Fos) prodotti negli stabilimenti di Ama di Roma, destinati prioritariamente a operazioni di recupero, in sostituzione di materiali naturali, finalizzate alla copertura giornaliera della discarica”. Bertelli esclude però che sia utilizzato l’impianto di termovalorizzazione di Piacenza, in quanto “non autorizzato a trattare la Fos”.
Ricordando, inoltre, che “a breve” sarà presentato all’Aula il Piano rifiuti, il sottosegretario spiega che la Regione intende attuare le proprie strategie di gestione dei rifiuti in coerenza con la normativa europea e nazionale e che queste ultime prevedono “la libera circolazione dei rifiuti speciali destinati a smaltimento sull’intero territorio nazionale e anche di quelli urbani qualora avviati a impianti di recupero”. Ciò non comporterà – dice ancora – “un incremento della capacità complessiva di gestione dei rifiuti in Emilia-Romagna”.
Intanto arrivano i dati riferiti al 2012 sulla differenziata in Regione. Cresce di 3,5 punti nel primo semestre 2013 la raccolta differenziata gestita da Hera sul territorio. L’asticella ora è arrivata al 53,7%. Di quanto raccolta il 93,5% torna a nuova vita, con la sua reimmissione nel ciclo produttivo. Mediamente quindi la quantità di rifiuti scartata dagli impianti nel processo di recupero è del 6,5%. Dato in linea con quello del 2011.

