28 ott. – Aumentano i cittadini stranieri residenti in Emilia Romagna: sono ormai 421.482 (il 9,7% della popolazione) e le donne per la prima volta sono più degli uomini, il 50,1%. I dati emergono dal dossier Caritas che fotografa il 2008. La comunità marocchina è la più presente(15,9%), seguono i cittadini albanesi e romeni con il 12,9%.
Le donne provengono in gran parte dall’Europa dell’Est e sono lavoratrici. In regione rappresentano il 41,5% degli stranieri occupati, con picchi del 50% nelle province della Romagna dove sono occupate nei lavori stagionali legati al turismo e all’agricoltura.
Nella nostra regione la popolazione straniera regolarmente presente si sta radicando: lo dicono i dati relativi al numero di nuovi cittadini italiani (3.500 persone) e anche il fatto che abbiamo il primato per numero di alunni stranieri iscritti a scuola (72.585, pari al 12,7% di tutti gli iscritti, contro il 7% di media nazionale).
Le famiglie si concentrano nei piccoli centri, mentre i single abitano nelle città più grandi. Bologna, Modena e Reggio Emilia conservano la loro capacità di attrazione, ma i residenti aumentano di più nelle altre citt°, come Ravenna (+17,8%), Parma (+17,5%), Piacenza, Ferrara e Rimini.
Secondo il dossier Caritas i lavoratori nati all’estero e occupati in Emilia Romagna sono 302.000, ovvero il 18,8% del totale. Sono aumentati rispetto al 2007 e al netto dalle perdite di posti di lavoro si arriva comunque a un +2.900. La tendenza al consolidamento dell’immigrazione si rileva anche dal fatto che nonostante i settori di maggior impiego restino gli stessi (industria, edilizia, alberghi, ristoranti), aumentano gli stranieri imprenditori e lavoratori specializzati. Le imprese con titolare straniero sono passate dalle 20.000 del 2007 alle 22.360.

