24 nov. – Sono 2540 le donne che si sono rivolte ai centri anti-violenza dell’Emilia Romagna nei primi 10 mesi del 2010. Lo ha detto l’assessore regionale alle politiche sociali Teresa Marzocchi presentando, in occasione della giornata mondiale contro la violenza alle donne, l’impegno della giunta emiliano romagnola. Il trend è in costante aumento: nel 2009 erano state 2371, 2057 l’anno precedente e nel 2007 erano state 1858.
Dal monitoraggio realizzato dal Coordinamento regionale dei centri antiviolenza emerge come nell’80% dei casi attore della violenza sia il partner o l’ex compagno. Secondo l’assessore Marzocchi, il tema della violenza di genere “coinvolge tanti assessorati perché si può rispondere bene solo se si risponde tutti insieme“. Il fenomeno è in aumento, secondo l’assessore, “ma la crescita è anche dovuta a un sistema di monitoraggio che ci consente di sapere“.
Secondo Donatella Oriani, presidente del Coordinamento che lega 10 centri antiviolenza e 12 associazioni, è necessario un sempre maggior presidio del territorio. Guardando i dati, infatti, si nota come i tre centri antiviolenza della provincia di Ravenna (Ravenna, Lugo, Faenza) hanno assistito complessivamente più donne che a Bologna, dove la popolazione è maggiore: secondo Oriani non significa che a Ravenna avvengano più violenze ma che una maggior presenza di realtà organizzate sul territorio consente alle donne di prendere coscienze e denunciare.

