28 giu. – Una serata in piazza Santo Stefano contro la legge bavaglio, la legge sulle intercettazioni che, secondo gli organizzatori, “rappresenta un’aggressione senza precedenti a due pilastri dello stato di diritto: l’uguaglianza dei cittadini davanti alla legge e la libertà di informazione e di opinione”.
La manifestazione, organizzata da tutti i partiti del centro sinistra, dai sindacati confederali, dall’Arci e da una miriade di associazioni, ha visto radunarsi ieri sera in Piazza Santo Stefano più di 500 persone tra semplici cittadini e attivisti di partiti e associazioni.
Sul palco, oltre al presidente regionale dell’Ordine dei giornalisti Gerardo Bombonato e a Giovanni Rossi della Fnsi, ha parlato anche Silvano De Matteo, operaio delle officine grandi riparazioni, e il procuratore aggiunto del tribunale di Palermo Antonio Ingroia che ha raccolto un applauso lunghissimo.
“Se passerà la legge sulle intecettazioni – ha detto Ingroia – non solo ci saranno magistrati e giornalisti disarmati nel loro lavoro, ma saranno sopratutto i cittadini ad essere più indifesi dalla criminalità e più ignoranti perché non saranno informati”. “Le intercettazioni – ha concluso Ingroia – sono lo strumento più efficace per combattere il crimine”.

