24 gen. – 1.500 persone hanno sfilato oggi pomeriggio da piazza dell’Unità fino a piazza Malpighi (600 per la Questura), dove la manifestazione si è conclusa poco dopo le 19. In testa al corteo regionale, partito alle 17.30, c’era una grande bandiera palestinese. «Vita, terra e libertà per la Palestina», «Affianco del popolo palestinese in lotta», «Liberiamo la vita, rimaniamo umani», si leggeva su alcuni degli striscioni portati dai manifestanti. Nonostante la pioggia, i promotori sono soddisfatti della partecipazione: «Pensiamo ai bambini palestinesi, loro sì che hanno freddo, sotto le macerie dei bombardamenti», ha detto ai nostri microfoni Rafia Boukhbiza; il presidente dell’associazione “Sopra i ponti” ha lanciato un appuntamento per il 14 febbraio: un incontro al Centro interculturale Zonarelli per promuovere un boicottaggio contro le imprese commerciali israeliane.
Sono arrivate delegazioni da Reggio Emilia, Imola, Anzola e delle comunità migranti dell’hinterland bolognese. Durante la manifestazione, verso le ore 18 gli attivisti del Crash hanno tirato fuori dal loro sound-system la rappresentazione in cartone di un carro armato israeliano e le hanno dato fuoco, all’angolo fravia Indipendenza e via dei Mille.
Dopo aver percorso via Indipendenza, via dei Mille, piazza Martiri, via Marconi, il corteo è arrivato poco prima delle 19 in piazza Malpighi, dove ci sono stati alcuni interventi conclusivi.
Come annunciato dai promotori, non c’è stata nessuna preghiera collettiva prima della partenza. Daniele Parracino, vicepresidente del Centro di cultura islamica, racconta che alle 17.12, insieme ad altri quattro appartenenti al centro, ha pregato in macchina. «Finalmente i bolognesi ci sostengono», ha detto ai nostri microfoni Parracino, soddisfatto che la manifestazione sia stata caratterizzata dai temi scelti dai promotori, anziché dalle polemiche: «Chiediamo che il cessate il fuoco sia duraturo, che siano riaperte le frontiere della Striscia di Gaza e venga eliminato un embargo che dura da troppo tempo», ha ribadito .
Nel corteo molti attivisti dei centri sociali cittadini, di associazioni e di alcuni partiti di sinistra (fra i manifestanti, anche il segretario provinciale di Rifondazione Tiziano Loreti e il leader nazionale del Pcl Marco Ferrando). In piazza anche i consiglieri comunali Valerio Monteventi e Serafino D’Onofrio. Fra gli slogan, uno dei più scanditi è stato: «Bush, Olmert assassini».

