3 mar. – E’ una città commossa quella che ha voluto rendere omaggio a Lucio Dalla nella camera ardente allestita nel cortile d’onore di palazzo d’Accursio. Sono migliaia i cittadini che si sono messi in fila, nel lungo serpentone che si snodava sul crescentone di piazza Maggiore, hanno atteso sotto il sole fino ad un paio d’ore per sfilare in silenzio, i più con gli occhi lucidi, davanti alla bara di legno chiaro che custodisce la salma del cantante morto giovedì a Montreaux.
Di fianco alla bara, posta nel lato destro del cortile d’onore del palazzo comunale, i gonfaloni listati a lutto del Comune e dell’Alma Mater. “E’ caduta una torre” ha detto il rettore Ivano Dionigi. Alle spalle della bara, come una sorta di sfondo, “L’ultima cena” di Stefano Cantaroni: fu Dalla a commissionare l’opera nel 2001 al giovane artista per una installazione che il cantautore doveva realizzare all’interno del Futurshow. Fu proprio il patron della Virtus, Claudio Sabatini, a chiedere a Dalla di creare un’opera che descrivesse “come immaginava il futuro”. Per questo Sabatini quando l’assessore Luca Rizzo Nervo gli ha chiesto di aiutare il Comune per allestire l’ultimo saluto al cantautore ha deciso di portare una parte di quell’installazione.
Tante le personalità pubbliche del mondo della politica, della musica e del giornalismo, che hanno voluto essere presenti. Dall’ex presidente del consiglio Romano Prodi al sindaco Virginio Merola, dagli amici Ron e Gianni Morandi ad un singhiozzante Samuele Bersani, dalla vedova Pavarotti ed ex assessore alla cultura Nicoletta Mantovani al giornalista Corrado Augias, da Marco Travaglio al produttore Bibi Ballandi. Nel pomeriggio sono sfilate anche le due passioni sportive di Dalla: prima la Virtus Pallacanestro e poi il Bologna Football Club.
Per tutta la giornata, dall’impianto audio allestito in piazza Maggiore per il funerale in programma domani pomeriggio, sono state trasmesse a ripetizione le 10 canzoni del repertorio di Dalla che la famiglia e gli amici più stretti ritenevano più rappresentative: “Tu parlavi una lingua meravigliosa”, “E non andar più via”, “Tango”, “Notte”, “Felicità”, “Cara”, “Ayrton”, “Apriti cuore”, “Le rondini” e “Caruso”. Per tutta la mattinata, ogni volta che risuonavano nella piazza le note della canzone che Dalla ha dedicato al celebre cantante lirico, partiva automatico l’applauso.
Al lato sinistro della bara, per tutto il tempo è rimasto l’amico Benedetto Zacchiroli.
Domani, la camera ardente sarà aperta fino alle 13. Dalle 14.30 la bara sarà portata, accompagnata dai rintocchi della torre dell’Arengo, all’interno della basilica di San Petronio per l’ultimo omaggio della città ad uno dei suoi figli più conosciuti e amati. Durante i funerali, come chiesto dalla Cei, non verranno intonate canzoni. Alla fine della cerimonia ci sarà la lettura del testo di una canzone di Lucio Dalla: Le Rondini.

