L’Alma Mater di Bologna ospita la nipote di Tito, Svetlana Broz, autrice di un libro sugli oppositori alla pulizia etnica in Bosnia durante la guerra nei Balcani. E subito scoppia la polemica, con gli studenti di Azione universitaria (costola giovanile di An) a esprimere la loro “indignazione” per la presenza della donna, non tanto per la presentazione del libro ma per “cio’ che ancora oggi rappresenta per migliaia di italiani il nome di Tito, e accusano l’Alma Mater di aver commesso una “grave leggerezza”.
Mattia Kolletzek, leader provinciale di Au, contesta “l’accoglienza con tutti gli onori riservata a Svetlana Broz, che non ci risulta abbia mai chiesto scusa alle migliaia di esuli di Istria, Fiume e Dalmazia, ne’ alle famiglie delle vittime del genocidio perpetrato dal nonno”. I giovani di An si aspettano dunque “una risposta”.
Singolare contestazione per coloro che hanno tra le loro fila la nipote del Duce. Non risulta infatti che analoga richiesta di scuse sia stata avanzata dai giovani di Azione Universitaria alla Mussolini per quanto riguarda le vittime della dittatura fascista, delle leggi razziali e delle rappresaglie nazifasciste nell’Italia occupata.

