E’ di 2317 milioni di euro, nel 2012, la somma pagata in Emilia Romagna da imprese e famiglie per il pagamento dell’IMU. Il 17% della somma è costituito dalle tasse per la prima casa e il restante 82% per capannoni, negozi ed altre abitazioni.
I dati, rilevati dal centro studi Sintesi di Venezia e diffusi dalla Cna dell’Emilia Romagna, indicano che nella nostra regione si spende in media 523 euro a testa, circa 130 euro in più rispetto alle altre regioni; la somma costituisce il 10% dell’IMU nazionale.
Il comune che ha versato la somma maggiore è quello di Bologna, mentre la provincia che ha registrato il maggiore aumento è quella di Ravenna.
Rilevanti sono le differenze che si registrano tra i diversi comuni: si passa dalla somma Imu più alta di 1351 euro, pagata dagli abitanti di Zerba, alla media Imu della più fortunata Sogliano di Rubicone, di 125 euro.
Il delegato del Centro Studi Alberto Cestari, afferma che “per il 2013 i comuni della regione dovrebbero subire un nuovo taglio di risorse di circa 150 milioni, taglio che probabilmente andrà ad aggravare la situazione per quanto riguarda la fiscalità comunale e la tassazione sulle imprese.”
Il presidente regionale di Cna Paolo Govoni, alla luce dei dati, dice che è impensabile risolvere i problemi aumentando le tasse alle imprese e ai cittadini, la definisce una “mossa semplicistica” e afferma che “si dovrebbe pensare invece agli inaccettabili costi della politica e intervenire sul patto di stabilità.”
