16 giu. – Sono tranquillizzanti gli esiti delle analisi compiute dai tecnici dell’Arpa Emilia-Romagna sui primi campioni raccolti nei giorni scorsi a Granaglione, Bologna e Piacenza, dopo il ritrovamento in Valle d’Aosta di tracce di Cesio 137 (isotopo radioattivo del Cesio prodotto dalla fissione nucleare) in alcune partite di combustibile in pellet proveniente dalla Lituania, marca Naturkraft. Le analisi sono state eseguite al laboratorio Arpa di Piacenza, centro di riferimento regionale per lo studio della radioattività. Nei due campioni di pellet provenienti da Granaglione i valori sono stati rispettivamente 9 e 10 Bq/kg (Becquerel per kg). Nel terzo campione, raccolto a Bologna, la concentrazione di Cesio 157 è stata di 11 Bq/kg. Più elevati i valori dell’isotopo del Cesio sui campioni di ceneri di pellet (nelle quali la sostanza si concentra a causa della combustione) raccolti dai Vigili del fuoco a Piacenza, pari a 494 Bq/kg. La normativa comunitaria indica in 600 Bq/kg il limite per la commercializzazione dei prodotti alimentari, in 370 Bq/kg quello per i prodotti lattiero caseari destinati al consumo infantile e in 1.000 Bq/kg il livello generale di smaltimento per i rifiuti generici. L’Arpa conclude che non ci sono rischi nell’uso del pellet, in base ai campioni raccolti in regione, e che lo stoccaggio domestico non presenta rischi.
