31 lug. – La denuncia è quella della Flai-Cgil regionale. Per Silla Bucci, segretario della categoria, la situazione è simile a quella – tante volte denunciata – dei campi di pomodori del sud Italia”. Come a Rosarno? “Come a Rosarno, ed è così da anni, non ci sono le baracche e quindi lo sfruttamento è meno visibile, ma nei campi di Cesena ci sono lavoratori pagati dai 3 ai 5 euro l’ora“.
“In Emilia-Romagna si segnalano le province di Modena e di Cesena – spiega il sito www.stopcaporalato.it – Nel modenese caporali operano nel settore della macellazione, dove lavoratori extra‐comunitari vengono assunti a nero e attraverso intermediazione da finte cooperative difacchinaggio. Nel cesenate sono in progressivo aumento lavoratori nelle medesime condizioni nelle aziende orto‐frutticole”.
Qui sotto la puntata completa dell’AngoloB di oggi. In apertura la storia di Lucia. Ottocento euro al mese per 15 ore al giorno di lavoro e cacciata alle due di notte dall’albergo dove prestava servizio perché ha rifiutato di firmare la lettera di dimissioni. “Ho dormito in spiaggia”, spiega ai nostri microfoni. Poi Sandra Polini, dell’Associazione Rumori Sinistri che da anni tutela i lavoratori del settore turistico-alberghiero della riviera romagnola.”Perché i sindacati fanno così poco?”, chiede Polini.

