Negli ultimi sei mesi in Emilia Romagna 40.000 lavoratori sono stati coinvolti in misure di cassa integrazione o mobilità. Mentre il tasso di disoccupazione è salito dal 3,5% al 4,1%, il tavolo anti-crisi che coinvolge regione, province, imprese e parti sociali ha lavorato a pieno ritmo. Da gennaio le industrie che hanno sottoscritto accordi per avviare procedure di cassa inetgrazione sono state 276, 17.000 i lavoratori coinvolti. A queste si aggiungono i 1711 accordi per gli amortizzatori in dergoga (che riguardano imprese con meno di 15 dipendenti, cooperative,imprese del commercio e del turismo) che riguardano 10.000 lavoratori e e le 2700 imprese artigiane con circa 13.000 lavoratori. La stima globale è quindi di circa 40.000 licenziamenti evitati fino ad oggi. Per gli amortizzatori in deroga sono stati spesi in questi sei mesi circa 25 milioni di euro. A maggio, la regione aveva approvato la delibera per destinare alle imprese che non avrebbero coperture integrative in caso di crisi 220 milioni di euro, a cui se ne aggiungono 300 provenienti dallo Stato.
“Il piano funziona” è stato il commento del governatore della regione Vasco Errani, soddisfatto dell’adesione al piano anche da parte di Confindustria, che fino ad oggi aveva rifiutato di approvarlo. Presentando i dati di questi sei mesi, Errani ha espresso grande preoccupazione per i tagli alla scuola. “I tagli lineari, cioè a percentuale, sono tagli ignoranti, da 4 in condotta” ha affermato il governatore, che ha sottolineato come la sua posizione sia condivisa da tutti i partecipanti al tavolo anticrisi: istituzioni, parti sociali, mondo economico. “Il prossimo anno avremo 10.000 studenti in più nella nostra Regione e 1700 insegnanti in meno. La scuola è una questione seria, perché la formazione è l’asse decisivo per l’innovazione”, ha spiegato.

