20 nov – Erano più di cento le persone che hanno risposto all’invito del Mit di Bologna a prendere parte all’undicesimo T-Day. La celebrazione è iniziata davanti al Sacrario dei caduti in piazza del Nettuno, con la lettura dei nomi delle centinaia di vittime morte quest’anno nel mondo, uccise dalla violenza transfobica. Un’iniziativa quella di oggi che ha acquistato ancora più significato dopo la morte di Brenda. “Un omicidio – hanno sottolineato i promotori – balzato alle cronache solo perché è coinvolto Marrazzo, altrimenti nessun giornale ne avrebbe parlato”.
La manifestazione si è conclusa con una performance molto simbolica: alcune trans si sono stese per terra per disegnare i corpi delle vittime della violenza, mentre attorno le fiaccole dei partecipanti hanno illuminato la scena. “L’Italia è il paese con il più alto tasso di omicidi di trans” e nel quale la violenza si è ormai cronicizzata” ha raccontato Porpora Marcasciano del Mit.

