In centinaia a Bologna per una «Siria libera»

17 mar. – Un minuto di silenzio per il fratello di uno dei presenti, ucciso ieri in Siria, con l’invito a pregare ognuno secondo il proprio credo, poi il corteo parte da piazza Maggiore. «FREE SYRIA» è la scritta composta lettera per lettera dalle magliette delle 9 persone in testa. Fino alle 16 avevano atteso le delegazioni arrivate da molte città del centro nord – Milano, Torino, Venezia, Padova, Treviso, Trento, Modena, Ancona, Roma -, urlando slogan, in arabo e in italiano, contro il regime siriano e chiedendo «libertà per la Siria». Una libertà che tutti traducono come fine del regime degli Assad e inizio di un percorso democratico per il paese. Alla comunità internazionale si chiede di prendere posizione contro i massacri e di fermare il sostegno militare da parte di paesi stranieri.

A un anno dall’inizio della rivolta in Siria «contro il regime di Assad» sono molte le famiglie con bambini e ragazzini che hanno deciso di scendere in piazza. Raccontano di come si informino su quello che accade nel loro paese di origine e su come stanno le persone care soprattutto attraverso i social network.
Fra i promotori della manifestazione c’è proprio un gruppo Facebook, “Vogliamo la Siria libera”, che riceve e pubblica notizie sulle persecuzioni e le torture inflitte agli oppositori.

Al corteo, promosso fra gli altri dal Consiglio nazionale siriano Italia – che riunisce gli oppositori che vivono in Italia -, dall’Associazione 3 febbraio, dai Giovani musulmani Italia, hanno preso parte anche alcuni esponenti della Cgil e del Pd.
Oltre alle bandiere siriane, molti gli striscioni e i cartelli portati in piazza.

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