1 ago. – Resterà in una casa di cura in regime di custodia cautelare la donna di 39 anni che la mattina del 30 luglio ha tentato di strangolare la figlia di quattro anni. Lo ha deciso il giudice per le indagini preliminari Alberto Gamberini, dopo averla sentita in mattinata. Il giudice non ha convalidato il fermo richiesto dal pubblico ministero Lucia Musti, titolare dell’inchiesta, ritenendo che il pericolo di fuga non sussiste e vista la necessità di cure della donna. Seguita da tempo dal dipartimento di salute mentale Mazzacorati, la donna soffre di una psicosi reattiva breve (disturbo psicotico acuto) che viene caratterizzata da deliri, allucinazioni, disorganizzazione del pensiero e del comportamento, sintomi catatonici di breve durata. A fermare la donna dal suo intento omicida era stata la nonna materna della bambina, che aveva chiesto aiuto ai vicini di casa. La bambina si trova ancora nel reparto di pediatria dell’ospedale Gozzadini, in attesa di una decisione della Procura dei minori.
