In autunno l’apertura domenicale di Salaborsa

Potrebbe essere inaugurata già nel prossimo autunno l’apertura domenicale di Salaborsa. E’ la speranza dell’assessore alla Cultura Alberto Ronchi che è intervenuto in commissione Istruzione presentando, insieme al presidente dell’Istituzione biblioteche, Daniele Donati, le linee guida di una vera e propria rivoluzione del sistema bibliotecario bolognese.

L’idea di fondo è quella di creare una grande “multi purpose library“, una biblioteca multiuso diffusa sul territorio della città metropolitana, “un’unica biblioteca con molte facce”. “La cultura ha sempre bisogno di aggiornarsi” ha detto l’assessore che si è anche scagliato contro il “corporativismo che blocca la città”, bollando in questo modo le critiche arrivate nelle scorse settimane alla notizia che nel progetto di riorganizzazione del sistema ci sarebbero stati significativi cambiamenti per la biblioteca Ruffilli di vicolo Bolognetti. Razionalizzazione è il mantra ripetuto da Donati, ma “nessuna intenzione di chiudere strutture” ha assicurato Ronchi. L’assessore ha però aggiunto, proprio in riferimento alla Ruffilli: “Una biblioteca tradizionale forse lì è un po’ fuori tempo“.

Di cosa sarà composto, quindi, il sistema bibliotecario bolognese? Al centro, i fiori all’occhiello, come Salaborsa e Archiginnasio; in periferia alcuni punti nodali, biblioteche tradizionali sempre più contaminate da nuove tecnologie e nuovi servizi. Biblioteche come “info point della città, come tanti Urp” ha detto Donati, luoghi di incontro e socializzazione, dove non ci saranno solo bibliotecari ma anche esperti informatici e assistenti sociali. Ingrediente essenziale di questo progetto è il prestito interbibliotecario che consentirà di ritirare nella biblioteca sotto casa il libro custodito in un’altra biblioteca cittadina e di poterlo restituire in una qualsiasi delle biblioteche comunali.

Per raggiungere l’obiettivo, l’istituzione conta su di una maggiore collaborazione con la città: in primis con l’Università perché, come ha detto Donati, il 40% degli utenti delle biblioteche sono studenti dell’Unibo. Per questo, in sede di ridefinizione della convenzione che lega Comune e Alma Mater, la speranza è che il contributo dell’Ateneo si faccia più sostanzioso o che comunque si attivino proficue sinergie. Come nel caso del Centro Amilcar Cabral: l’istituzione non ha i soldi per riparare il tetto che perde e ha chiesto aiuto all’università che potrebbe sostenere i lavori in cambio di altri spazi da destinare ai propri studenti.

A preoccupare Donati c’è anche Casa Carducci, la più antica casa d’autore d’Italia, che ha problemi strutturali e per questo la richiesta di aiuto di Donati si rivolge alla città tutta, alla sovrintendenza come alle realtà produttive: “Noi non vorremmo essere quelli che prestano Salaborsa o prestano l’Archiginnasio, noi vorremmo collaborare con queste forze in città che si prendano anche cura di questi che sono beni comuni, le biblioteche sono beni comuni“.

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