13 mag. – In Emilia-Romagna le denunce della Guardia di Finanza per gioco d’azzardo e i sequestri di macchinette illegali sono aumentati. Si stima che una percentuale tra l’1 e il 3% dei giocatori sviluppi problemi di gioco d’azzardo patologico. Lo rende noto l’Ordine degli Psicologi dell’Emilia-Romagna. In provincia di Modena 1800 persone presentano problemi legati al controllo del gioco, con la conseguenza di difficoltà economiche, relazionali e psicologiche.
“Il mancato controllo degli impulsi” – spiega Manuela Colombari, Presidente dell’Ordine degli Psicologi dell’Emilia Romagna – “è alimentato da un crescente senso di tensione o allarme, tipico prima dell’azione, seguito da un vissuto di piacere, gratificazione e sollievo nel momento stesso in cui si mette in atto l’azione. Il gioco diviene un bisogno irrefrenabile e incontrollabile al quale si accompagna una forte tensione emotiva ed una incapacità di ricorrere ad un pensiero riflessivo e logico” Le fasce più colpite tra gli uomini sono i disoccupati o i lavoratori autonomi che hanno un frequente contatto col denaro e con la vendita mentre tra le donne l’incidenza maggiore si registra tra le casalinghe e le lavoratrici autonome. Altri fattori di rischio rendono alcune persone più vulnerabili: la presenza di familiari che hanno avuto problemi col gioco; la perdita o la separazione dei genitori con l’eventualmente connessa perdita di rapporto; l’iniziazione al gioco in età adolescenziale; la scarsa educazione al risparmio da parte della famiglia di origine. “I giochi” – continua Colombari – “che sembrano predisporre maggiormente al rischio sono quelli che offrono maggiore vicinanza spazio-temporale tra scommessa e premio, quali le slot-machine, i giochi da casinò ma anche videopoker e il Bingo”.
Manuela Colombari ai nostri microfoni illustra i meccanismi di questa dipendenza: quali sono le persone più a rischio e come è possibile liberarsi dall’ossessione del gioco d’azzardo. colombari_sito

