9 nov. – Un migliaio di persone a Bologna è costretta a dormire per strada, un centinaio in più rispetto allo scorso anno. E’ la stima dell’associazione Avvocato di strada, che oggi ha presentato la nuova edizione della guida “Dove andare per”. Dopo il decentramento dei servizi sociali, per entrare nei sei dormitori pubblici i non residenti devono fare un percorso diverso dai residenti. Questi ultimi devono rivolgersi allo Sportello sociale del proprio Quartiere, i non residenti, invece, sono avviati a un colloquio con un assistente sociale.
«Se le risorse calano, come in questo periodo, prima vengono i “senzatetto” bolognesi, anche per le borse lavoro», ha detto stamattina Luisa Lazzaroni, assessore comunale con la delega al volontariato, spiegando che si tratta di «un orientamento già in atto da parte dei servizi sociali». Ma «in vista dell’emergenza freddo non dimenticheremo coloro che sono costretti a dormire per strada, residenti o no – precisa Lazzaroni – il Comune si farà carico anche di loro».
Qualche giorno fa Valerio Monteventi, ex consigliere comunale, aveva denunciato che «mentre le persone che dormono per strada aumentano, trenta posti letto nei dormitori pubblici risultano vuoti». Monteventi critica il criterio che privilegia l’accesso dei residenti e chiede: «I nostri amministratori si sono dimenticati che il passaggio per il dormitorio pubblico era anche il modo per accedere alla residenza in città, che veniva certificata sui documento d’identità con gli indirizzi delle strutture d’accoglienza?».
Ma a smorzare i timori di chi non ha la residenza a Bologna è intervenuto lo stesso Antonio Mumolo, presidente di “Avvocati di strada”, che ai nostri microfoni ricorda: “Anche chi non ha una dimora può andare in Comune e chiedere la residenza in via Senzatetto“. Mumolo poi rassicura: “I trenta posti saranno occupati presto”.

