7 set. – Quello che abbiamo documentato nella fotogallery è un reato ambientale: un carico di amianto imbustato in sacchi di plastica e abbandonato in mezzo a un bosco, in località Cottede presso Castiglion dei Pepoli. Poche curve più a valle, percorrendo questa stradina in mezzo agli abeti che raggiunge il monte Tavianella, si possono anche incontrare tre condotte di eternit lasciate sul ciglio della strada.
“Domattina faremo il prelievo – ha assicurato il sindaco di Castiglion dei Pepoli Daniela Aureli – per ora abbiamo una segnalazione che dice che potrebbe trattarsi di amianto.” Aureli ha ricordato che non si tratta della prima volta anzi, in un anno “parecchi sono i casi di questo genere”.
I manufatti in cemento-amianto, tubazioni o lastre di “eternit“, dal nome dell’azienda di Casale Monferrato che li produceva, possono provocare gravi problemi alla salute e all’ambiente. La pericolosità dei prodotti in cemento-amianto è dovuta alla possibile liberazione di fibre di amianto che normalmente sono legate alla malta cementizia. E’ ormai dimostrato che anche bassissime esposizioni a polveri di amianto possono indurre un ben preciso tumore polmonare (il mesotelioma pleurico). Le ausl per non incorrere in allarmismi eccessivi precisano che i maggiori pericoli di esposizione avvengono nella manipolazione dei manufatti dove per rotture, abrasioni e urti viene meno la funzione del legante.

