2 gen. – Sarà il laboratorio del Ris di Parma ad analizzare i reperti sequestrati la notte del 30 dicembre nell’ufficio di Idice dove è morto tra le fiamme l’imprenditore Francesco Fabbri. L’uomo, di 46 anni, era cotitolare della Silpa costruzioni, in una situazione economico-finanziaria preoccupante. La prima ipotesi degli investigatori è che la morte dell’imprenditore si tratti di un caso di suicidio.
L’uomo è stato trovato riverso a terra dietro la sua scrivania con evidenti ustioni nella parte superiore del corpo, ma non gravi da causarne il decesso, dovuto probabilmente da asfissia da fumo. L’autopsia dovrà ora dare conferma sull’assenza di segni di violenza. L’ansia di Fabbri per i debiti sarebbe testimoniata dagli appunti trovati nella sede dell’azienda, ma secondo i familiari e il socio Romeo Lorenzini, la società avrebbe comunque potuto far fronte ai propri debiti.

