26 giu. – Assemblea permanente e presidio ad oltranza, per difendere la fabbrica che la Fiat vuole chiudere tra due anni. Alla Cnh di Imola i 454 lavoratori stanno organizzando la mobilitazione per salvare il posto di lavoro. L’azienda produce macchine per movimento terra usate nell’edilizia. Fiat intende riportare la produzione ai livelli di 4-5 anni fa e vuole spostare la produzione negli altri due stabilimenti, uno a San Mauro Torinese e uno a Lecce.
La Fiat vuole chiudere nel 2011, fino ad allora sono previsti turni di cassa integrazione, che già era scattata in settembre. Poi la mobilità. Il prossimo 6 luglio, salvo imprevisti, si riunira’ a Roma un tavolo nazionale per discutere della sorti dell’azienda. A confrontarsi saranno la Fiat (che ha prospettato la chiusura dell’azienda nel giro di due anni) e i sindacati, ma “chiediamo che a questo decisivo appuntamento sia convocato innanzitutto il Governo, ed anche le Regioni e i sindaci delle citta’ in cui sono presenti i siti produttivi Cnh”, dice Danilo Francesconi, segretario della Cisl di Imola.
Anche i lavoratori chiedono un impegno maggiore soprattutto da parte della Regione, che in Puglia è riuscita ad ottenere che lo stabilimento di Lecce non chiudesse.

