L’immigrazione in regione, sempre più donna

Bologna, 13 nov. – Per la prima volta in regione il numero di donne straniere supera quello degli uomini. I dati sono quelli del dossier statistico 2013 sull’immigrazione realizzato da Unar (Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali). I cittadini stranieri regolarmente nella nostra regione sono 577.000, il 12,9% della popolazione complessiva. Tra gli stranieri le donne sono il 52%.
Secondo la vicepresidente della giunta Simonetta Saliera, questo richiede politiche specifiche sull’immigrazione.

La popolazione straniera residente, quindi, continua a crescere, anche se a un ritmo inferiore rispetto al passato. Bologna è’il Comune con più stranieri residenti seguita da Reggio Emilia, Parma e Modena. I principali Paesi di provenienza degli stranieri residenti sono la Romania (in aumento rispetto all’anno precedente), il Marocco e l’Albania. Non indifferente anche il peso di Moldavia, Ucraina, Cina e Tunisia. In totale sono rappresentati ben 176 Paesi.

I minori stranieri rappresentano il 17,5% del totale in regione, in lieve aumento rispetto all’anno precedente. Nell’anno 2012-2013 l’Emilia-Romagna si conferma al primo posto fra le regioni italiane per incidenza di alunni stranieri: il 15% del totale, a fronte di una media nazionale ferma all’8,8%. Per la prima volta, i nati in Italia sono oltre la metà (50,2%) degli alunni stranieri iscritti alle scuole di ogni ordine e grado della regione. Aumentano anche le acquisizioni di cittadinanza: se nel 2008 6.350 stranieri avevano ottenuto la cittadinanza italiana, nel 2012 arrivano a 8.744.

Nel corso del 2012 la banca dati Inail mostra 353.184 lavoratori dipendenti stranieri occupati in Emilia-Romagna, pari al 19,1% dei lavoratori complessivi, registrazione in linea con quella dell’anno precedente. Oltre la meta’ lavora nel settore dei servizi, il 35,2% nell’industria, il 9,9% nell’agricoltura.

Stando ai dati dell’Agenzia socio-sanitaria regionale i lavoratori stranieri percepiscono un reddito medio di 1.027 euro netti al mese, con una differenza di 314 euro medi in meno (pari al -23,4%) rispetto ai colleghi italiani. Prendendo in considerazione i contributi versati a carico del lavoratore, quelli a carico dell’impresa e le 3 diverse aliquote contributive, l’ammontare economico contributivo generato dal lavoro degli immigrati risulta di quasi 900 milioni di euro. Il gettito fiscale complessivo dei lavoratori stranieri si può valutare intorno ai 500 milioni di euro. In totale, di un miliardo e 400 milione di entrate.

I dati del rapporto smentiscono chi parla di costo eccessivo dell’integrazione. Pietro Pinto del comitato scientifico che ha lavorato al dossier.

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Immagine del coordinamento migranti Bologna

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