14 mag. – I pm di Bologna non chiederanno più la convalida degli arresti per l’articolo 14 della Bossi-Fini. Lo ha spiegato il Procuratore Capo di Bologna Roberto Alfonso in una comunicazione inviata alle forze di polizia giudiziaria. La decisione di piazza Trento e Trieste nasce dalla sentenza della Corte di Giustizia Europea che ha bocciato la norma racchiusa nella legge Bossi-Fini che prevede il carcere se lo straniero già espulso una volta viene trovato nuovamente in Italia. “Ci adeguiamo alla sentenza – ha spiegato Alfonso – abbiamo rappresentato la situazione che si è venuta a determinare e quale sarà l’orientamento della Procura“. Un orientamento condiviso anche da altre procure italiane secondo il procuratore aggiunto Massimiliano Serpi: “La legge italiana non è stata abrogata ma nel nostro sistema vige il principio per cui quel tipo di norma giuridica europea determina nei giudici italiani per alcuni l’obbligo, per altri la facoltà, di non applicare la legge italiana“. In sostanza la normativa italiana, seppur non abrogata, è stata di fatto sopravanzata dalla decisione europea. “Non possiamo ordinare niente a nessuno – ha precisato il procuratore –. Abbiamo solo spiegato la norma e che l’ufficio del procura si orienterà di conseguenza“.
Prima della sentenza della Corte di Giustizia europea la Procura di Bologna, ha tenuto a rimarcare il procuratore Alfonso, ha applicato la legge, chiedendo la convalida degli arresti. Ora, ha ribadito il procuratore, le forze dell’ordine hanno sempre facoltà di procedere con l’arresto, ma poi il pm di turno non ne chiederà la convalida in quanto “si tratta di un provvedimento illegittimo”.

