Ravenna, 10 feb. – “Sarebbe colpa grave lasciare a se stessa o in mano a degli avventurieri l’onda svizzera, che presto diventerà anche onda italiana ed europea. Io provo a lanciare il sasso nello stagno e non nascondo la mano”, scrive il sindaco di Ravenna Fabrizio Matteucci (Pd) in una lettera aperta al segretario nazionale del suo partito Matteo Renzi.
Mentre la Svizzera si spacca e chiude agli immigrati, Matteucci fa dunque la sua proposta: serve un tetto agli ingressi degli stranieri in Italia. “Non dobbiamo avere paura: il tema del limite del numero degli ingressi va affrontato. Abbiamo bisogno di un dibattito vero, anche duro se necessario, ne abbiamo bisogno adesso”, scrive il sindaco titolando la sua lettera “Ci vuole una proposta del Pd sulla sostenibilità dell’immigrazione, ci vuole un limite al numero di ingressi”. Il problema per Matteucci è tutto sociale e finora le soluzioni dei governi di centrodestra non hanno aiutato: “Nei tempi di crisi, e che crisi stiamo vivendo, le persone e le comunità cercano soluzioni. Quando le soluzioni tardano ad arrivare, si scatena la caccia ai capri espiatori. Una immigrazione tumultuosa e il fallimento delle ricette politiche in materia degli ultimi 20 anni si prestano alla perfezione. La destra e la Lega, che hanno a lungo dominato questo ventennio, se la sono cavata facendo la faccia feroce e non combinando un emerito nulla. Il Partito Democratico- sottolinea allora il primo cittadino- non deve avere paura di discutere e decidere su nuove regole che fissino un tetto al numero degli ingressi nel nostro Paese”.
Dunque, per Matteucci sul numero programmato “non si scappa”: o “lo affrontiamo noi” o “il clima che c’è in giro gonfierà le vele della destra razzista. Perderanno i valori in cui crediamo. Perderà l’Italia. Perderanno i milioni di immigrati che vivono in Italia“. Il sindaco dice di sapere che “è difficile” e che dopo la sua uscita “arriverà qualche sassata da sinistra: so che ci sarà fuoco amico, che però è di gran lunga preferibile all’incendio sociale che cova sotto la pelle delle nostre città. A Ravenna è così”.. Matteucci è sicuro di avere le carte in regola per parlare di immigrazione e lo ricorda a Renzi: “La destra mi etichettava come il sindaco della moschea perché ne ho autorizzato la costruzione. La destra mi etichetta come il sindaco degli immigrati: sono favorevole allo ius soli, al dimezzamento dei tempi per ottenere la cittadinanza, al diritto si voto, e un anno fa abbiamo eletto i due consiglieri comunali aggiunti votati dai 15.000 immigrati che vivono a Ravenna. Come vedi- si rivolge Matteucci al segretario Pd- alzo lo scudo contro le sicure sassate amiche che arriveranno”.
Il problema delle quote immigratorie esiste, ma deve essere affrontato in sede europea, non solo qui. @cittadelcapo http://t.co/28zXxfak59
— BENEDETTO ZACCHIROLI (@Zaktweet) 10 Febbraio 2014
La lettera aperta di Matteucci sta facendo ovviamente discutere. Abbiamo chiesto un commento a Benedetto Zacchiroli, consigliere comunale Pd a Bologna e membro della segreteria regionale dei democratici. “Bene parlarne, ma il discorso deve essere fatto a livello europeo. L’Italia – spiega Zacchiroli – non è solo un paese di arrivo, ma soprattutto di passaggio. La scelta svizzera è stata improvvida, ma il tema c’è e va affrontato a livello europeo”.
Contraria al tetto per l’ingresso dei migranti in Italia è Azeb Lucà Trombetta, formatrice e componente del coordinamento regionale di Sinistra Ecologia e Libertà. “E’ un’idea senza senso che non aiuta certo a uscire dal ventennio berlusconiano. Tra l’altro – spiega Lucà Trombetta – i dati dicono che gli arrivi non sono nemmeno massicci”. Più che parlare con Matteo Renzi, il sindaco di Ravenna “dovrebbe rivolgersi a Marine Le Pen”. E’ durissima la reazione del deputato di Sel Giovanni Paglia, che scrive sul suo profilo Facebook indignato per la proposta lanciata oggi dal primo cittadino Fabrizio Matteucci, di prevedere anche in Italia un tetto all’immigrazione sull’esempio della Svizzera. “Chi si chiedeva chi sarebbe stato il primo a impugnare la bandiera del referendum svizzero è così servito- sferza Paglia, pure lui cittadino ravennate- Matteucci si diffonde nella fiera dei luoghi comuni, fra sinistra buonista, città rese polveriera dagli immigrati e altre variazioni sul tema”. Ma dimentica, sottolinea il deputato Sel, che “in Italia la programmazione dei flussi migratori già esiste ed è tanto rigida da costringere donne e uomini a morire nel tentativo di raggiungere il nostro paese e l’Europa”. Dunque, bacchetta Paglia, “non si capisce quale sarebbe l’oggetto della discussione, che dovrebbe piuttosto riguardare la tendenza di parte del nostro ceto politico a buttarsi a caso sull’argomento del giorno“. Secondo Paglia, semmai, “la Svizzera ci ricorda solo una cosa. Si può improvvisamente scoprire di essere ospiti sgraditi anche se europei occidentali di pelle bianca, nello specifico italiani. Perché la Svizzera non scopre le frontiere, che già per i più sono muri, ma semplicemente le applica a tutti, anche ai lavoratori Ue”. Insomma, si chiede polemico il deputato vendoliano, “Matteucci vuole proporci di uscire dall’Unione Europea? Buona idea. Fossi in Renzi gli consiglierei di parlarne con Marine Le Pen“.

