3 set. – Il vicequestore aggiunto Giovanni Preziosa è stato arrestato in mattinata a Bologna dalla Guardia di finanza di Venezia. Dirigente del commissariato Santa Viola ed ex assessore comunale alla Sicurezza all’epoca della Giunta Guazzaloca, Preziosa risulta coinvolto in un’ampia inchiesta della Procura di Venezia sul gruppo Mantovani, i cui vertici sono accusati di evasione fiscale.
L’ex assessore è accusato di corruzione, accesso abusivo a sistemi informatici, rivelazione di segreti di ufficio e peculato. Secondo l’accusa, Preziosa avrebbe violato i sistemi informatici per ricavare informazioni riservate e ”passarle”, ai Mantovani in cambio di denaro e regali. A fare da intermediario era l’imprenditore bolognese e titolare di una agenzia di body guard, Manuele Marazzi, anche lui arrestato oggi. E’ stato quest’ultimo, secondo l’accusa, a coinvolgere Preziosa.
Tra i ”regali” e le ricompense (circa 150-160.000 euro nel giro di un anno) ricevute, secondo l’accusa c’è anche un motore fuoribordo, nuovissimo, per il suo motoscafo. Preziosa lo avrebbe ricevuto dopo aver fornito ai Mantovani paletta e un lampeggiante appartenenti al commissariato Santa Viola: dovevano servire a rendere più convincente una ”visita” fatta da uomini vicini ai Mantovani per convincere Silvano Vernizzi, amministratore delegato di Veneto Strade, a sbloccare una pratica a favore del gruppo edilizio. La ”spedizione”, che risale al giugno 2012 ed è stata filmata e ”registrata” dalla Guardia di finanza con delle cimici nascoste, ebbe esito positivo e la pratica si sbloccò).
In altre occasioni, le informazioni (spesso parziali) che il vicequestore ricavava dai sistemi informatici venivano ricompensate in contanti, con denaro che poi finiva all’estero. Gli accessi indebiti al sistema informatico (e le successive ”ricompense” in denaro) sono relativi agli anni 2012 e 2013. Dopo la perquisizione del marzo scorso, poi, quando Preziosa scoprì di essere indagato, le attività illecite non sono riprese, né il dirigente ha tentato di inquinare le prove a suo carico.
Foto in home: la Guardia di Finanza di Venezia
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