16 dic. – Questi giorni di campagna abbonamenti hanno stuzzicato lo spirito verde dei nostri ascoltatori che ci segnalano esperienze di adozione di giardini, luoghi da difendere e tematiche green su cui cominciare a riflettere.
Tra i primi spicca l’esperienza dell’Oasi di Sant’Anna, una sorta di bosco in città che ci ha segnalato Giorgio Sermasi, un nostro ascoltatore di vecchia data. E’ un’iniziativa di tutela del verde nata oltre dieci anni fa e gestita dal basso a Corticella. Il pieghevole di presentazione che ci ha mandato Giorgio spiega che l’Oasi è nata su ciò che rimane dell’ex Stazione Provinciale di Avicoltura, fondata nel 1031 dal prof. Alessandro Ghigi, allora Rettore dell’Università e salvata dalla cementificazione da alcuni cittadini, riuniti in un Comitato Ambiente. C’è un’area di libera evoluzione, in cui è presente soprattutto un gelseto e si possono incontrare ghiri, ricci e scoiattoli, un ex macero che funge da rifugio per diverse specie di uccelli e di anfibi, un vigneto, un orto botanico con piante officinali e un’aula didattica di apicoltura.
Olga Durano, un’altra nostra ascoltatrice, ci ha indicato invece una storia che non è a liero fine: quella delle serre di via Castiglione che sono state smantellate e sono inattive da alcuni mesi. I giardinieri professionisti, una volta famosi in tutta Europa per la loro abilità, sono rimasti in tre, due dei quali andranno in pensione e non saranno sostituiti.
Infine, sempre Olga, è rimasta perplessa di fronte alla piantumazione degli alberi dentro a cassoni in Via Orefici e che dovrebbe essere ripetuta anche in Piazza Verdi e nel cortile del pozzo di Palazzo d’Accursio. Ma un albero, se si vuole che cresca sano e forte, non dovrebbe essere piantato in terra? Un interrogativo che giriamo a chi si sta occupando del verde della nostra città, nella speranza che il contagio green continui a diffondersi.


Lascia un commento