1 mar. – Un centinaio di attivisti di Tpo e Ya basta ha scavalcato un muro del Cie di Via Mattei. Un’iniziativa simbolica pensata in occasione della mobilitazione del 1 marzo, giornata di sciopero per i migranti.
Gli attivisti sono entrati nella zona tra il primo e il secondo muro, utilizzando delle scale, poi hanno divelto una porta di ferro della seconda recinzione. La polizia è intervenuta per bloccare i manifestanti ed evitare che arrivassero a contatto con i migranti, sono partite diverse manganellate, poi l’apertura è stata chiusa da un mezzo blindato dell’esercito. Gli antirazzisti sono quindi rimasti nella prima cerchia di mura battendo con dei pezzi di grondaia contro le inferrate del primo giro di sbarre.
Dall’interno nel frattempo anche gli immigrati hanno provato a dar vita ad una rivolta: i vetri delle finestre sono stati frantumati, ai manifestanti sono arrivate le grida che dicevano “Libertà!” e dall’interno del centro si è levato il fumo di un principio di incendio.
All’arrivo di due consiglieri regionali, Roberto Sconciaforni di Rifondazione Comunista e Gabriella Meo dei Verdi, il nuovo questore ha raggiunto un accordo con i manifestanti: l’ingresso dei due consiglieri, di un avvocato e di una portavoce di Ya Basta, in cambio dell’abbandono del Cie.
Sull’iniziativa si è espresso anche Daniele Giovanardi, il responsabile della Misericordia di Modena che gestisce il centro di identificazione immigrati, dicendo che quasi tutti degli alloggi per uomini che sono trattenuti nel Cie sono fuori uso a causa della protesta scatenata dagli ospiti. Per Giovanardi quello che è successo è “una cosa incredibile, di una violenza inaudita”, riferendo che decine di persone hanno bruciato molti degli alloggi provocando “danni per migliaia di euro”.
guarda il video (by Giovanni Stinco)

