4 ott. – Gli autisti non lo vogliono guidare, affermano che non è sicuro. La Soprintendenza lo ritiene dannoso per il centro storico della città. L’urbanista Campos Venuti lo definisce una “terribile eredità” di Giorgio Guazzaloca”, affermando che il suo tracciato “andrebbe deviato sui viali e sull’asse Irnerio-Mille, collegandolo al centro tramite via Marconi e via Indipendenza”.
Non solo, poiché per funzionare il Civis avrebbe bisogno del via libera della Commissione ministeriale preposta ad autorizzare la circolazione del mezzo. Un via libera, ha detto il presidente di Atc, Sutti, che ancora non è arrivato. In altre parole, i test volti a valutare la possibilità per il mezzo di circolare non sono ancora stati ultimati.
Da ormai un anno e mezzo, sul Civis indaga la Procura di Bologna, con le ipotesi di abuso d’ufficio e frode in pubbliche forniture. Gli aspetti oggetto di approfondimento sono diversi: dalla catena degli appalti all’impatto del tram su gomma sul centro storico, fino ai possibili danni sulle Due Torri provocati dalle vibrazioni del mezzo, già paventati lo scorso luglio dal vulcanologo Enzo Boschi.
Sulla possibile “pericolosita” del Civis, la Procura ha dato incarico al Nucleo di Polizia tributaria della Guardia di finanza di occuparsi della verifica di eventuali rischi del mezzo, per cittadini e autisti. La Procura, in quest’ottica, acquisirà anche il dossier degli istruttori di Atc, che hanno mosso rilievi relativi proprio alla sicurezza del mezzo.
Anche l’ingegnere Francesco Monaco, direttore dell’Ufficio speciale trasporti di Bologna che guida la Commissione ministeriale che vigila sul Civis, è stato ascoltato in Procura, mentre il Commissario Cancellieri e Atc hanno sollecitato la stessa commissione ad esprimersi sulla sicurezza del mezzo. Tra pochi giorni, sul tavolo del Commissario, dovrebbe arrivare anche la perizia sulla staticità delle Due Torri, il cui termine era fissato per il 30 settembre.
