12 mar. – Una pentola a pressione che sta per esplodere. Per una volta si trovano d’accordo la Cgil di Melloni ed Unindustria di Marchesini. Senza l’allungamento di sei mesi della cassa integrazione guadagni si rischia il conflitto sociale. “Mi fa piacere che anche Marchesini condivida la nostra rischiesta di prolungare la cassa integrazione – ha detto Melloni –, perché significa che anche Unindustria si rende conto di una situazione sociale insostenibile”.
Nel 2010, secondo la Cgil, saranno “oltre 500 le aziende in Emilia Romagna senza la copertura degli ammortizzatori sociali. Solo a Bologna – dice Melloni –, in 10mila perderanno le indennità di disoccupazione e 5.900 lavoratori usciranno dalle liste di mobilità, precipitando nella disoccupazione”. In totale, aggiunge il numero uno della Cgil bolognese, “sono 42mila i lavoratori interessati da ammortizzatori sociali e 1.330 le aziende a rischio”.
Anche il Pd bolognese dice la sua sul mancato allungamento della cassa integrazione e lo fa per bocca di Marco Lombardelli, coordinatore dell’esecutivo regionale, secondo cui la scelta del governo produrrebbe “migliaia di licenziamenti e problemi seri e drammatici per famiglie e imprese”.
Anche l’assessore regionale alle Attività Produttive, Duccio Campagnoli, attacca il governo: “è irresponsabile il no del ministro Sacconi ad un prolungamento degli interventi”. Il quadro tracciato da Campagnoli durante il tavolo di monitoraggio degli interventi per la crisi è preoccupante: più di 16mila lavoratori rischiano, infatti, di rimanere senza copertura, per un totale di 262 aziende emiliano-romagnole coinvolte. Secondo la Regione servono 12 mesi di allungamento della Cassa integrazione straordinaria.

