Il sogno dei ferrovieri orgogliosi: “Suonare sul palco del Primo maggio”

Ferrovieri_cantanti

Bologna, 28 mar. – “Vorremmo suonarla sul palco del Primo Maggio a Roma”. E’ questo il sogno di Fabio Marangoni e dei ferrovieri che hanno imbracciato chitarre e microfoni e dato vita a “Noi siamo quelli che”. Un vero e proprio inno dei ferrovieri, spiega Marangoni, nato tra le scrivanie e i banchi da lavoro dell’Officina Grandi Riparazioni di Bologna. Una storica fabbrica bolognese di proprietà delle Ferrovie dello Stato, progressivamente dismessa e più volte ad un passo dalla chiusura.

E proprio l’ennesima minaccia di chiudere i battenti ha spinto Marangoni e colleghi a darsi da fare. “Il progetto è nato dopo una riflessione che abbiamo fatto con alcuni amici dopo che l’annuncio della chiusura della nostra officina”. Un vero e proprio “fulmine a ciel sereno, che ci ha scosso” racconta Marangoni che da lì è partito per “dare una risposta che fosse propositiva”. Ha coinvolto alcuni colleghi, poi alcuni amici: uno ha scritto il testo, un altro lo ha musicato e così via fino ad un video caricato su Youtube.

“Noi siamo quelli che” è un inno che racconta dell’orgoglio del proprio lavoro. Un inno che i lavoratori delle ferrovie vorrebbero venisse suonato sul palco del Primo Maggio di Roma e che la loro azienda, Trenitalia, utilizzasse per promuoversi. “Abbiamo fatto uno spot per l’azienda: potrebbero usarlo invece di usare delle musiche famose”.

      Fabio Marangoni

Alle Ogr, ora ribattezzate Omc (Officina manutenzione ciclica), il clima non è dei più sereni, come racconta Marangoni. Continua infatti, da parte dell’azienda, il processo di dismissione. “Ora siamo in 350. Quando sono entrato io nel 1986 eravamo in 1000- ricorda Marangoni- e prima ancora erano più di 1200. E’ andato sempre più a calare”.

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