15 feb. – Secondo il sindaco Virginio Merola, al poliziotto che questa mattina ‘ha sbottato’ dopo essere stato bersagliato dal lancio di uova e petardi (“così non si può lavorare”), non va “una generica solidarietà, ma molto di più, per avere insegnato” ai ragazzi che i “nemici sono altri”. “La polizia – scrive Merola in una nota – rappresenta non i partiti e le banche, ma lo Stato e rappresenta non solo l’ordine pubblico ma il mestiere di proteggere tutti, sembrerà strano, anche i manifestanti dai loro eccessi”.
Il problema dello sfogo dell’agente, secondo il sindaco, dovrebbe far riflettere perché “si sente rappresentato come un nemico mentre potrebbe essere il padre di uno di quei ragazzi. E’ una questione non di ordine pubblico ma di ordine umano – prosegue il sindaco – a lui non va una generica solidarietà, ma molto di più, per avere insegnato che i nemici sono altri”.
Intanto dalla Procura fanno sapere che si attendono i rapporti di Polizia prima di procedere con eventuali denunce. “Sia chiaro – dice il procuratore aggiunto e portavoce di Piazza Trento e Trieste, Valter Giovannini – che tutti i lavoratori, compresi ovviamenti quelli in divisa, vanno rispettati”.

