20 apr. – Citando la par condicio, una circolare ministeriale del 2004 e un decalogo niente meno che dell’Anci dell’Umbria, il segretario generale del Comune di Bologna Marcello Napoli ha invitato il sindaco e i vari assessori del comune a non partecipare più a conferenze stampa e ad esprimersi solo “in forma impersonale” ed indispensabile “per l’efficace assolvimento delle proprie funzioni”, il tutto ex art. 9 della legge 28 del 2000.
Il provvedimento però desta un paio di perplessità. In primo luogo la par condicio è una normativa tesa principalmente a regolare l’attività dei mezzi di comunicazione durante la campagna elettorale, non quella degli esponenti politici; in particolare quella degli amministratori locali, portatori di un mandato espressione di un voto popolare e quindi tenuti a confrontarsi pubblicamente e direttamente con l’elettorato sul loro operato.
La seconda perplessità è più politica. Esplicitamente non si vuole che assessori e sindaco favoriscano con le loro dichiarazioni una qualche parte politica; ma il sospetto è che l’intenzione vera sia però quella di non sfavorirla con dichiarazioni o provvedimenti “elettoralmente sconvenienti”.
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