27 gen. – Stamane dalle pagine nazionali del Corriere l’ex sindaco Sergio Cofferati rompe il silenzio e fa la sua analisi sulla situazione bolognese. Dalle parole di Cofferati emerge, neanche tanto nascosto, un certo autocompiacimento. Come a dire: avete visto? Senza di me non siete durati sei mesi…
Cofferati parla dell’inchiesta che ha travolto il suo successore Delbono: “Pare di capire che il lavoro della magistratura si collochi su un orizzonte più vasto dei meri rapporti intercorsi fra due persone. Se gli episodi di cui si parla prefigurino una idea di gestione della rappresentanza di un singolo o se invece si collochino in un quadro di sistema“, ipotesi che “se confermata” dalla magistratura “sarebbe grave”. Cofferati non entra nel merito della questione personale del primo cittadino di Bologna, ma afferma che “chi svolge una funzione pubblica deve essere valutato dai cittadini anche per la sua vita privata” pur se nel rispetto della privacy.”
Alla domanda finale, sul fatto che a Bologna nel suo partito qualcuno comincia a rimpiangerlo dopo averlo lasciato andare con silenziosa soddisfazione, lui risponde alla sua maniera: “il tempo è galantuomo“. Ma non ci sono solo i sassolini: Cofferati lancia le primarie per la scelta del candidato sindaco e butta li’ un nome: il suo ex assessore Virginio Merola.
Cofferati in realtà mette davanti a Merola l’ex presidente di Granarolo, “il primo che mi viene in mente afferma Cofferati – è Luciano Sita”, che pero’ si è già sfiliato in favore di un “giovane”. “So che non intende candidarsi, spero che ci ripensi”. Ed ecco spuntare, in seconda battuta, il nome di Merola, a cui proprio Cofferati preferì Delbono alle primarie Pd di un anno fa. Dice Cofferati: “Un’altra persona di valore è Virginio Merola, il mio ex assessore all’Urbanistica. Competente, conosce e ama Bologna come pochi.” . Poi il finale velenoso: “Ma spero di non nuocergli con questa mia proposta…“.

