Il ritorno dell’ “uomo morto”

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I macchinisti NTV, quelli che guidano i treni Italo di Luca di Montenzemolo, denunciano l’utilizzo forzato del sistema di vigilanza Vacma. Da 10 giorni sui treni il meccanismo che ne permetteva la disattivazione manuale sarebbe stato piombato con targhette metalliche.
Del Vacma o “sistema dell’uomo morto” si era parlato morto ai tempi della strage ferroviaria di Crevalcore. I sindacati avevano denunciato quel pedale, o pulsante, che il macchinista deve schiacciare ogni 55 sec per segnalare il suo stato di vigilanza e buona salute. In caso contrario, parte una sirena che ne segnala l’assenza. Il sistema è stato inserito da quando c’è il macchinista unico.
Nel 2006, il pm Paolo Giovagnoli, oggi alla guida della Procura di Rimini, aprì un fascicolo su segnalazione dei lavoratori. Un’indagine della medicina del lavoro dell’Asl di Bologna su quasi 600 ferrovieri con monitoraggi anche video sulle condotte di guida dei macchinisti e sull’influenza del sistema VACMA alla guida. I risultati dell’indagine determinarono come il sistema di vigilanza in realtà costituisse un fattore di disturbo alla guida per i macchinisti, distogliendone l’attenzione dalla conduzione del treno. E un fattore importante di stress per gli stessi lavoratori.
In seguito a questa indagine, fu imposto a Trenitalia di permettere il disinserimento del dispositivo, anche se continua a mancare una normativa chiara e definitiva in merito.

Stessa musica anche sui treni regionali di Tper. A febbraio un ordine di servizio obbligava i macchinisti a tenere sempre inserito il VACMA. Di fronte all’opposizione dei lavoratori, un incontro sindacale successivo sanciva la possibilità di disinserimento. Ma Tper viaggia sia su linee RFI che su linee ex FER. Queste ultime non dispongono dell’SCMT e quindi il VACMA è l’unico meccanismo di controllo disponibile e non può essere disinserito.

A fronte di queste novità il sindacato autonomo FAST Ferrovie chiede un tavolo tecnico alle compagnie in cui si discuta e si metta fine alla regolamentazione dei dispositivi di vigilanza. E che a quel tavolo partecipino i medici del lavoro dell’AUSL, i soggetti più professionalmente competenti in materia.

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