Il Risiko del Motor Show

10 ott. – E’ una partita a scacchi, forse addirittura a Risiko, quella che si sta giocando attorno al Motor Show. Molti sono i contendenti. Se sullo sfondo c’è la crisi nera del mercato automobilistico italiano, in primo piano c’è senza dubbio il braccio di ferro tra Gl events, la società francese che dal 2007 si occupa dell’organizzazione del salone, e Bologna Fiere, proprietaria del marchio Motor Show. Il tema del contendere sono le clausole contrattuali: Gl events deve assicurare all’ente fieristico una vendita minima di spazi (pari a 30 mila metri quadri). Dalle parole di Giada Michetti, amministratore delegato di Gl events Italia, si evince che la società non vuole più andare in perdita e vuole ridiscutere il contratto con la Fiera.

In secondo piano, è in atto il braccio di ferro tra Gl events e Alfredo Cazzola. L’ex patron del Motor Show, colui il quale ha forse più di altri contribuito al consolidamento del salone, avrebbe infatti intenzione di sfruttare la scia dell’Expo milanese e per il dicembre 2014 vorrebbe replicare sotto la Madonnina la kermesse bolognese.

La notizia ha scatenato il sindaco Virginio Merola che indispettito dal tentato scippo di fiera ha attaccato Cazzola: “Vedo che c’è un signore che si era candidato come sindaco che ha venduto il proprio marchio e che considera questa un’occasione per fare i propri affari”. Non appena Duccio Campagnoli, la settimana prossima, incontrerà il patron della Gl events, Merola ha assicurato che convocherà il numero 1 della Fiera per avere chiarimenti.

Di tutto questo abbiamo ragionato ad AngoloB insieme all’economista Massimiliano Marzo, docente di economia politica all’Università di Bologna, secondo cui la città ha perso, per varie ragioni, l’appeal che aveva un tempo. Colpa di mancate scelte, soprattutto sul fronte delle infrastrutture.

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