30 set. – Il Tribunale del Riesame di Rimini ha respinto l’istanza di dissequestro avanzata dai legali del Delfinario. I giudici, spiega una nota del Corpo Forestale dello Stato che ha eseguito le indagini, ha confermato che ci sono tutti gli elementi per ipotizzare il di reato di maltrattamento ai danni dei 4 delfini sequestrati tra due settimane fa.
Le motivazioni dell’ordinanza conferma “l’inadeguatezza della struttura rispetto alle particolari necessità ed esigenze della specie”, “una gestione sanitaria e medico veterinaria degli esemplari mediante interventi non qualificati e non competenti”, tali da causare “un’alterazione all’integrità psico-fisica degli animali, nonché la consapevolezza da parte dei responsabili di detenere gli animali con modalità produttive di sofferenze”.
Gli esemplari “sono attualmente ospitati all’acquario di Genova in apposite vasche per la cura e sono costantemente monitorati da parte di una equipe medico veterinaria. “Nei primi giorni dopo l”arrivo, i delfini sono apparsi fin da subito sensibili agli stimoli esterni e hanno mostrato un comportamento di allerta, tipico della fase di adattamento”, spiega la nota della Forestale. Dopo due settimane di permanenza a Genova, le femmine ”Alfa”, madre degli altri tre esemplari, e ”Luna” “non presentano problematiche di particolare rilevanza”. ”Sole”, maschio di 18 anni, denota oggi “un buon livello di adattamento al nuovo ambiente, anche se più lento rispetto alle femmine, probabilmente a causa della somministrazione prolungata di ormoni cui è stato sottoposto fino ad oggi”. Il piccolo ”Lapo”, maschio di 6 anni, “ha un comportamento diverso rispetto agli altri tre perché eccessivamente legato alla madre e non sufficientemente autonomo”. Basti pensare “all’anomalo allattamento prolungato fino alla sua età, situazione già nota prima del trasferimento all’Acquario”. Anche per lui “il ritardo nell’adattamento potrebbe essere riconducibile all’eccessiva somministrazione di ormoni, oltre che al mancato svezzamento”. La permanenza nella nuova struttura consentirà, ultimata la fase di adattamento, di eliminare gradualmente l’impiego di farmaci nella gestione degli animali.
Foto di Luigi Di Battista



