Il reato di clandestinità non è incostituzionale

23 set. – Il Giudice di pace Massimo Libri ha respinto le eccezioni di incostituzionalità presentate dalla Procura nei dieci processi per il reato di clandestinità iscritti agli atti stamattina. Con una lunga ordinanza Libri ha smontato uno ad uno i rilievi del pm Massimiliano Serpi (oggi rappresentato da un pm onorario), che la Procura ha intenzione di sollevare per ciascun processo, anche futuro, in cui l’accusa sia la clandestinità. Il Giudice ha spiegato che le eccezioni, pur essendo di «gran pregio e formulate con puntualità», travalicano il confine tra potere giudiziario e legislativo. «Se avessi inviato le eccezioni alla Corte Costituzionale avrei invaso la competenza del legislatore» – ha detto Libri. I processi si sono tenuti, tutti senza la presenza degli accusati e senza, per ora, condanna, perché i difensori hanno chiesto la proroga prevista dalla legge. Le prime sentenze potrebbero arrivare il 26 ottobre.
La decisione del Giudice Libri non pregiudica quella degli altri Giudici di pace bolognesi. E’ attesa infatti per il 21 ottobre la scelta del coordinatore Mario Luigi Cocco, che si era riservato, mentre mercoledì prossimo un diverso Giudice potrebbe comportarsi in modo ancora differente.

I Giudici bolognesi hanno avuto degli incontri orientativi in vista dell’entrata in vigore del reato e dell’esigenza di celebrare i processi, promossi dal coordinatore Cocco. Ma, pur essendoci un orientamento comune, ciascun magistrato decide in autonomia.

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