Bologna 20 dic. – ”Da tempo in città si ripetono episodi, all’interno di manifestazioni di protesta, che mettono a repentaglio la sicurezza degli stessi manifestanti e delle forze dell’ordine. Episodi che non dovrebbero accadere, anche perché è nostro auspicio che non si creino fatti più gravi”. E’ la riflessione del questore di Bologna, Vincenzo Stingone.
“Stamani – ha detto Stingone – c’è stato l’ennesimo episodio: Alcune manifestanti si sono stesi, nei pressi dei cancelli della Granarolo, sotto gli automezzi dell’impresa per ostacolarne i movimenti in accesso e in uscita. Nella circostanza, addirittura, un carabiniere è stato morso al braccio, quando insieme ad altri colleghi ha provato a rimuovere i manifestanti in resistenza passiva. Non ci sono stati tafferugli, ma anche questo è un episodio che crea il rischio di incidenti gravi. Come l’altra sera alla manifestazione davanti al Cie. Nessuno nega il diritto di manifestare, soprattutto su temi così sentiti e dibattuti. Ma un conto è manifestare, altra cosa è la violenza. Ed è questa che non deve accadere mai. Come i gesti di provocazione, anche in quella sede rivolti alle forze dell’ordine determinano il rischio di incidenti”. Il riferimento è all’esposizione di scudi di plastica e alla presenza tra i manifestanti di bombe carta e petardi, alcuni dei quali lanciati contro le divise: col risultato che otto di loro sono rimasti feriti, tre in modo abbastanza serio, cinque più lievemente: ”Questo non è il diritto di manifestare, questa è violenza, che va evitata a ogni costo. Non è interesse di nessuno, tantomeno delle forze dell’ordine, fomentare il rischio di scontri. La nostra filosofia di intervento è che l’uso della forza e anche dei mezzi di dissuasione è l’ultima delle opzioni possibili per noi. Ma è inevitabile che alla violenza dei manifestanti noi si risponda con gli strumenti consentiti dalla legge. Gli autori delle violenze anche in questa circostanza sono in corso di identificazione e saranno perseguiti puntualmente per legge, come in tutte le altre circostanze”. Anche il fatto che, in presenza di agenti e militari, all’interno di quella manifestazione qualcuno abbia deciso di vergare scritte sui muri del Cie, è un ”gesto ha detto ancora il Questore – che sembra fatto apposta per stimolare una reazione, e dunque scatenare incidenti, per poi dire che sono stati gli agenti a aggredire. Hanno scelto quel momento per farlo, proprio allo scopo di aumentare la tensione”. Ai feriti Stingone esprime ”tutta la propria vicinanza e solidarietà, compreso l’apprezzamento per aver saputo nonostante tutto gestire la situazione mantenendo i nervi saldi, evitando così che la situazione degenerasse”. (ANSA).
La risposta dei manifestanti. #stopCIEforever, com’è andata in via Mattei

