2 lug. – Al tribunale monocratico di Bologna c’è un processo per un furto di 90 centesimi che un uomo di Ostuni avrebbe commesso ai danni di una cabina telefonica in stazione centrale. Un procedimento paradossale visto che costa ben più della cifra contestata all’imputato che peraltro dovrà aspettare fino al 18 novembre visto che il giorno in cui era prevista l’udienza, ieri, c’è stato lo sciopero dei magistrati. Nelle pieghe di questa vicenda si viene a sapere che nella prossima udienza dovranno essere sentiti due agenti della Polfer come testi e una notifica ha viaggiato verso Milano diretta al legale rappresentante di Telecom Italia identificato come parte offesa. Per il difensore dell’imputato, avv. Matteo Murgo, “si poteva già, da quando era stata acquisita la notizia di reato, considerare la palese irrilevanza penale del fatto e quindi archiviare. L’ordinamento prevede infatti in tali casi l’ iscrizione nel registro delle pseudo-notizie di reato, il cosiddetto modello 45″. E infatti la domanda è: era proprio necessario?
