In migliaia in Piazza Maggiore al Primo Maggio dei lavoratori

1 mag. – Oggi a Bologna, diverse migliaia di persone hanno partecipato in Piazza Maggiore alla Festa del lavoro organizzata dai sindacati confederali. Una celebrazione che, anche quest’anno, ha voluto rappresentare la pluralità di significati assunti dal tema del lavoro. Sono state per questo allestite due mostre, una sulle aziende in crisi e una sul lavoro delle donne, ma anche tanti “banchetti” di associazioni che hanno declinato in vario modo l’impegno sul fronte della difesa della legalità e dei diritti, dall’Anpi a Piazza Grande, dalle cooperative di LiberaTerra ai tavoli di racconta delle firme contro la privatizzazione dell’acqua. Poi, grazie a un maxi-schermo, la manifestazione bolognese a gettato un ponte su quella nazionale di Rosarno, alla quale hanno partecipato anche i tre segretari di Cgil, Cisl e Uil bolognesi: Melloni, Alberani e Martelli. Così, ha detto ai nostri microfoni Danilo Gruppi, della Cgil di Bologna, “in Piazza Maggiore sono arrivate le voci di quei lavoratori migranti che, anche in Italia, non soffrono solo di una situazione di evidente sfruttamento, ma di autentica schiavitù. Rosarno – ha continuato – è il paradigma di una condizione generale, a cui anche Bologna non è estranea, dove convivono realtà di eccellenza e forme schiavistiche di lavoro”.
Alle 19.30 sarà invece il momento della musica, con Itacà, Falce e Vinello, Drunk Butchers e Luciano Palma e i Bluebeaters.
Il primo maggio degli inquilini resistenti di Asia Rdb e della Rete Bologna prende casa si è svolto nelle ex scuole Mazzini, in via Legnano 2, a Borgo Panigale, occupate lo scorso 25 aprile, con un pranzo popolare per raccogliere fondi per la “ristrutturazione” dell’edificio.
La nostra emittente ha seguito la diretta di Radio PopolarePopolare Network che, a partire dalle 9.30 si è collegata con Rosarno, per il corteo di Cgil, Cisl e Uil. Poi, dalle 14.30, occhi puntati sulla May Day di Milano, senza dimenticare il “concertone” di piazza San Giovanni, a Roma.

Sono proseguite anche ieri le polemiche sull’apertura dei negozi del centro storico. Secondo il numero uno dell’Ascom, Postacchini, i negozi oggi aperti saranno pochi. Dalle polemiche si è voluta sfilare il commissario Anna Maria Cancellieri, che ha sottolineato come l’ordinanza che consente di aprire i negozi durante le feste comandate sia stata emanata dalla Giunta Cofferati e che lei non vi ha messo mano. Intanto, per oggi, i sindacati dei lavoratori del commercio hanno confermato lo sciopero e invitato i cittadini a dimostare la loro solidarietà non facendo acquisti.

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