5 giu. – “Non c’è dubbio che io abbia compiuto atti sessuali, non è vero niente”. E’ lapidario il sacerdote 69enne che nei mesi scorsi è stato ricattato da un ragazzo rumeno di 18 anni e da due suoi familiari che lo accusavano di aver compiuto atti sessuali col ragazzo. “Sono zingari – ha continuato il sacerdote – che vanno a caccia di denaro e che volevano ricattarmi”. Anche sul filmato il sacerdote non sembra avere dubbi: “Sarà un fotomontaggio, ormai si può fare di tutto con quelle macchinacce della malora, sono tremende”. Il filmato, sequestrato dalla Polizia nel corso delle indagini, è stato girato dal ragazzo col cellulare: gli inquirenti, dopo averlo visionato, hanno escluso che si tratti di abusi (infatti il religioso non è indagato).
Il sacerdote si difende e accusa il ragazzo rumeno e la famiglia: “Mi chiedevano dei soldi, poi hanno visto che ero generoso e hanno cominciato a chiedermene sempre di più tirando fuori tutta una strana storia. Volevano 5.000 euro e mi minacciavano, io mi sono rivolto alla Polizia”. Il religioso, infatti, in febbraio si era rivolto alla Polizia mettendo in moto l’indagine, e ora respinge ogni coinvolgimento e sostiene che si tratti di un fotomontaggio, a maggior ragione “in un momento in cui è diventato di moda accusare i preti”.
