21 gen. – Marco Lisei, capogruppo Pdl in Comune, e Galeazzo Bignami, consigliere regionale, vogliono rivolgersi alla Corte dei Conti perché giudicano illegittima la convenzione tra Palazzo d’Accursio e il Cassero. Secondo i due berlusconiani il Gay lesbian center di Bologna sarebbe trattato in maniera “preferenziale” da parte dell’amministrazione: nella convenzione che concede in gestione i locali della Salara, che fu firmata per la prima volta dal sindaco Giorgio Guazzaloca, non viene richiesto il pagamento dei circa 6mila euro di affitto mensile e inoltre il Comune contribuisce con il 50% alle spese per le utenze. Troppo secondo Bignami: quei soldi “sono regalati” a “figlioletti privilegiati che sono diventati una casta culturale, in barba a ogni norma”. Per questo il consigliere regionale, insieme al compagno di partito Lisei, chiede di mettere mano alla convenzione, in scadenza quest’anno, e di aprire un bando che preveda il pagamento dell’affitto. Visti i chiari di luna, dicono i due Pdl, è bene iniziare ad incassare invece di spendere i soldi pubblici per un’attività nella quale il lato sociale è marginale e a prevalere sarebbe l’aspetto commerciale. Secondo Bignami, poi, quei soldi potrebbero essere spesi per l’illuminazione notturna dei parchi pubblici.
Per l’amministrazione il Cassero non si tocca. E’ l’assessore alla Cultura Alberto Ronchi che si incarica di rispondere: “Per il Comune, all’interno di poche e chiare regole condivise, questi spazi e questi soggetti, compreso il Cassero, rappresentano un valore e quindi si adopererà per la prosecuzione delle loro attività”.
Secondo Lisei e Bignami, che hanno spulciato il bilancio del Cassero, i conti non tornerebbero rispetto alle utenze del 2010: il Comune avrebbe dato più soldi di quanto realmente dovuto. Si tratta di una questione contabile “tutta scritta in Comune” risponde a stretto giro il Gay lesbian center.
“Non si può ridurre l’attività del Cassero di Bologna ai numeri del suo bilancio” dice il consigliere comunale democratico Benedetto Zacchiroli che chiederà un’udienza conoscitiva con tutte le associazioni ospitate alla Salara per far capire ai colleghi cosa sia realmente il Gay lesbian center di Bologna che quest’anno compie trent’anni. Meno diplomatica la reazione del consigliere regionale dell’Idv, e presidente onorario dell’Arcigay, Franco Grillini: “I conti da ragioniere da strapazzo che fanno i campioni dell’ultradestra bolognese non tengono affatto conto dei benefici e degli effetti economici positivi per la città della presenza politica, culturale e sociale del Cassero”. Per Emiliano Zaino, presidente del comitato Bologna Pride 2012, al Pdl bolognese non sarebbe andato giù il fatto che a Bologna si terrà il gay pride nazionale di quest’anno. Zaino accusa poi Lisei e Bignami di “vestire i panni della peggior destra omofobica d’Italia“.

