6 lug. – Bologna in questo periodo si riempie di Feste dell’Unità, ogni quartiere ha la sua, a volte anche più d’una, ma quest’anno a Santo Stefano ce ne sarà una davvero originale: gli stand saranno montati davanti alla basilica di Santo Stefano e il ricavato sarà devoluto proprio al restauro del complesso delle “Sette chiese”.
“Là dove batte il cuore dei bolognesi”, ha commentato Raffaele Donini, segretario provinciale del Partito Democratico “batte il cuore del Pd. Noi offriamo noi stessi, quello che sa fare la nostra gente, il nostro modo di fare comunità”. Padre Ildefonso Chessa, monaco olivetano ex Lotta Continua, che da oltre un anno ha lanciato un appello per la raccolta fondi non nasconde il suo entusiasmo e, criticando gli industriali che sono sempre stati assenti, commenta: “Visto che credo nella misericordia, sono convinto che il Signore avrà la capacità di illuminare le menti, come ha fatto con quella di Raffaele Donini”.
Può sembrare bizzarro vedere il partito erede del Pci mobilitarsi per una chiesa, ma per Donini non c’è nessuna stranezza: “Io non mi sento un ex. E’ il Pd di Bologna che si mobilita per un monumento della città. Non si può amare Bologna a compartimenti stagni: non ci mettiamo limiti, né steccati”.
Dell’antico santuario nel cuore del centro storico fa parte anche la chiesa del Crocefisso, di origine longobarda e risalente all’VIII secolo. L’obiettivo per il restauro è raggiungere i quattro milioni di fondi. Intanto i lavori sono già partiti e verranno fatti alcuni sondaggi, in particolare nei sotterranei. “Sono già state trovate alcune stanze, e anche dei resti umani” ha spiegato Padre Chessa “Probabilmente si tratta di fosse comuni di religiosi, risalenti, ma la mia è solo una supposizione, al IX o X secolo”.

